Viaggio in Giamaica, itinerario ed informazioni utili

Il nostro viaggio di nozze è stato lungo ed itinerante. Abbiamo trascorso due settimane in Giamaica con un itinerario pensato a casa ma modificato, come al solito, sul luogo. Con questo articolo vi diamo una serie di informazioni utili e necessarie ad organizzare il vostro viaggio faidate.

La Giamaica è visitata soprattutto da turisti che stazionano sui resort nella zona di Negril e Montego Bay, noi abbiamo fatto solo qualche giorno a Negril in un resort (la nostra prima volta!!) e poi ci siamo spostati con l’autobus.

attesa in stazione degli autobus

Con queste informazioni, vogliamo confermarvi che girare la Giamaica in maniera indipendente è possibile e sarete per la maggior parte del tempo i soli ed unici turisti che utilizzano questa formula!

Visto: il visto si ottiene all’arrivo in aeroporto e dura 1 mese, non ha nessun costo.

Spiaggia di Negril “Seven Mile Beach”

Periodo migliore: Fa caldo tutto l’anno ma da aprile ad ottobre c’è il periodo delle piogge. Da novembre a maggio le giornate sono belle e di sera può fare freschetto. Da giugno a novembre l’isola può essere interessata dagli uragani. Noi siamo andati ad inizio agosto perché ci hanno detto che gli uragani sono, di solito, previsti verso la fine di agosto/ settembre (vedi Miami/Caraibi con “Irma” ai primi di settembre 2017). Il meteo con noi è stato clemente, sole quasi tutti i giorni, pioggia quasi tutti i giorni la sera o la notte, umidità altissima e molto caldo.

Trasporti : Ci siamo spostati con la KnutsfordExpress, un’azienda di autobus privata che gira su tutta l’isola. Servizio ottimo, sicurezza, puntualità e comfort, consigliata davvero.  Nelle località dove soggiornavamo per più giorni ci si muoveva con i taxi condivisi dove possibile, oppure in taxi.

Dormire: Le prime due notti le abbiamo fatte in un resort a Negril prenotato da casa, le restanti due settimane abbiamo prenotato direttamente sul posto prediligendo e cercando una stanza a casa della gente. Questa si è rivelata un’ottima soluzione, ci ha permesso di abitare a casa loro, stare con loro e vivere con i loro ritmi: è stata una bellissima esperienza.

Una classica guesthouse giamaicana

Internet:  Il wifi c’è ovunque, anche a casa delle persone che ci hanno ospitato, ed anche se lento, ha sempre funzionato.

Bancomat: Si trova in tutte le località ed abbiamo sempre potuto prelevare senza problemi.

Cibo e bevande: Pollo e pesce alla griglia a volontà. Ma non solo! L’isola è  ricca di prodotti freschi quali verdura e frutta dai nomi particolari ed improbabile. Il piatto tipico è il jerk che può essere di pollo, pesce o selvaggina, si marina la carne con spezie e molto peperoncino e poi si cucina alla brace. Un altro piatto tipico che i giamaicani mangiano a colazione, ma noi lo mangiavamo a pranzo, è l’ ackee e saltfish, l’ackee è il frutto simbolo dell’isola che viene accompagnato da pesce, di solito  baccalà. Poi troviamo il callaloo, una verdura simile agli spinaci che viene servita bollita e spesso accompagnata dal pesce, molto buona.

Ristorante a Falmouth

La Red Stripe è la birra giamaicana per eccellenza ed è veramente buona, mentre riso e fagioli fanno da accompagnamento in ogni piatto. E poi c’è una varietà incredibile di frutta ed è tutta ottima!

Sicurezza: E’ un discorso complesso, molto complesso. Tutti conoscono la fama dell’isola e qualsiasi persona del luogo che incontravamo, italiano radicato in Giamaica o giamaicano che fosse, ci diceva di prendere tutte le precauzioni che avremmo preso a Milano, Londra o Parigi, nulla di più. Qualche giamaicano era fin troppo protettivo e se ci vedeva in giro di sera al buio (è successo solo un paio di volte), ci scortava fino a casa dicendoci che di sera non è sicuro.

Una sera, dopo essere stati leggermente molestati da un nostro vicino di casa  (forse aveva semplicemente fumato troppo, ma ci ha corso dietro per troppo tempo e non capivamo il motivo ) ed essendo in giro col buio, abbiamo preso un taxi per tornare a casa, gli abbiamo detto di lasciarci proprio davanti al cancello e gli abbiamo spiegato la situazione. Lui, per scusarsi del comportamento del suo compaesano, ha voluto solo metà tariffa e non c’è stato verso di fargli cambiare idea.

Ma tralasciando questo caso isolato e forse da noi sopravalutato, non abbiamo mai avuto problemi e ci siamo sempre sentiti sicuri.

Quello che ci sentiamo di consigliare è di adottare le normali precauzioni ma magari avere un’ occhio in più. Non uscire mai di sera e soprattutto da soli, lasciare a casa  gli oggetti di valore compresa la fotocamera e cercare di non dare nell’occhio e di avere sempre bene in mente la propria meta.

Popolazione: Meravigliosa. Non credevamo ma sono stati semplicemente fantastici. Se da una parte l’isola è rinomata per la sua pericolosità, non capiamo perché non è conosciuta invece per la sua calorosità. Certo, crediamo che anche per loro vedere bianchi con gli zainoni in spalla che camminano per le strade e se ne vanno in giro tranquilli facendo i turisti, non sia cosa da tutti i giorni, ma in ogni posto che siamo stati si trovava sempre qualcuno per fare due chiacchiere, incuriositi sul cosa ci facevamo in Giamaica, che giro avevamo fatto,  se ci piaceva l’isola e se ci trovavamo bene, se ci serviva aiuto o se potevano fare qualcosa per noi… incredibile no ? Non c’è mai stato un screzio con nessuno, e per non sbagliarsi si terminava sempre con un : “Jamaica no problem!”, “No stress” , “Yaman” e chi più ne ha ne metta, ah si, “Italia mafia”! Ahah! Uno spasso!

Droga e feste: Tutti sanno bene perché è famosa l’isola e di sicuro una delle peculiarità della popolazione è proprio questa: fumano ganja dalla mattina alla sera, tutti , senza distinzione di età e di sesso.

La Bamboo Avenue, vicino a Negril

Non siamo andati in Giamaica per fumare gli spliff, i motivi che ci hanno spinti a visitare l’isola sono altri,  ma è normale venirne a contatto o essere fermati in strada per comprare dell’erba.  Quello che vi vogliamo raccomandare è di non comprarne troppa in una volta sola perché solo una piccola quantità personale è consentita per legge, poi si rischia grosso. Fate attenzione a quando la provate, magari fatelo in camera per gli affari vostri, per lo meno le prime volte per cercare di capire “la vostra reazione” e ricordatevi che il tabacco non ci va..….qui si fumano i purini !

A nostro malincuore non abbiamo partecipato a feste/concerti come avremmo desiderato. Cenavamo all’imbrunire e poi si tornava a casa e si stava in famiglia o in camera. I sound system in giro per le strade e nei quartieri si accendevano dalle 9 di sera circa e duravano fino a mattina, (un baccano incredibile!!) ce n’erano diversi in tutti i quartieri e non sono altro che piccole festicciole dove si accendono delle enormi casse a tutto volume e si balla e si sta in compagnia… un peccato non avervi preso parte ma non ce la siamo sentita di uscire da soli al buio.

Bob Marley: Leggenda indissolubile dell’isola. Lui, il re del reggae, l’uomo che ha fatto conoscere la Giamaica in tutto il mondo. Qui non è visto solo come un cantante, è una figura importantissima. Ha dato speranza a questa gente, ha dato uno stile di vita da seguire e si percepisce la sua presenza ovunque, murales, cartelli, scritte, statue in suo onore,  è stato meraviglioso vedere e comprendere come questa gente ci tenga a questo personaggio e come ascolti ancora la sua musica quotidianamente. Questo non è per il turismo, qui la gente ci crede davvero.

Museo a Nine Mile

Organizzazione: Come per tutti i nostri viaggi (eccetto la Mongolia) non abbiamo un’agenzia turistica che ci organizza il viaggio.  Abbiamo studiato a casa l’itinerario che volevamo fare e deciso gli spostamenti giorno dopo giorno. Ci siamo spostati con la KnutfordExpress ed una volta arrivati al paese cercavamo un taxi piuttosto che un’agenzia locale che ci potesse aiutare a pianificare la giornata piuttosto che l’escursione, per alcune escursione siamo anche riusciti ad utilizzare i mezzi pubblici.

Spesa: La Giamaica è cara. Molto molto cara. E’ l’isola più cara dei Caraibi. Noi lo sapevamo ed eravamo pronti a spendere, infondo eravamo in viaggio di nozze! Per farvi qualche idea di spesa tenete conto che una notte in un hotel senza grosse pretese non costa mai meno di circa 50 euro a notte (senza colazione), un pranzo al ristorante difficilmente costa meno di 10 euro a persona, la frutta costa parecchio e le escursioni, se organizzate da un’agenzia costano sulle 100 euro al giorno, se vi arrangiate per conto vostro risparmierete sul costo del trasporto ma spenderete comunque parecchio per l’ingresso. Insomma preparatevi  a spendere, ma a nostro parere è un luogo che merita nonostante il costo della vita.

Viaggio in Giamaica, itinerario di 15 giorni

 

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L’itinerario: La terra di Bob Marley non è grande ed in 15 giorni si riesce a vedere abbastanza bene.

Siamo partiti da Negril, il luogo più turistico dell’isola dove si trovano le migliori spiagge dell’isola, le cascate “Ys Falls“, la bellissima “via dei bamboo” ed il famosissimo Rick’s Cafe. Per leggere il nostro articolo dettagliato di Negril clicca qui.

Ys Falls, Negril

Ci siamo spostati a Falmouth, un piccolo villaggio (molto genuino comunque!) dove l’unica attrattiva è la laguna luminosa, un fenomeno incredibile che accade in soli tre luoghi al mondo e ne parleremo nel dettaglio in un altro articolo.

Poi è stato la volta di Ocho Rios e l’imperdibile tappa nella zona di Sant’ Ann, precisamente a Nine Mile dove si trova la casa natale e la tomba di Bob Marley. Qui avevamo altre tappe in mente, ma abbiamo preso la “pink eyes”, la congiuntive giamaicana (seguiranno dettagli!!!) e siamo stati a riposo.

Laguna luminosa a Falmouth

Kingston era una tappa importantissima, da qui volevamo prendere l’autobus ed andare nelle Blue Montain a fare trekking nelle piantagioni di caffè. Purtroppo la “pink eyes”  (a casa ci siamo resi conto che c’è stata una vera e propria epidemia in tutta l’isola con tanto di avviso del Ministero della Salute…) non ce l’ha permesso e ci siamo spostati a Port Antonio dopo un solo giorno di permanenza nella città, utile a farci vedere la casa di Bob Marley (una bellissima escursione ed assolutamente consigliata!)

Muro di cinta nella casa di Bob Marley a Kingston

A Port Antonio ci siamo stati alcuni giorni ed abbiamo visto abbastanza bene la così detta zona di “Portland”. Ci avevano detto che qui avremmo trovato la parte meno turistica e più genuina dell’isola, in realtà noi turisti non ne abbiamo trovati quasi da nessuna parte e la Giamaica ci è piaciuta tutta.

Rafting sul Ryo Grande

A Port Antonio abbiamo visto le  “Reach Falls”, purtroppo chiuse e quindi visitate solo in parte. Abbiamo fatto rafting sul Rio Grande, carino anche se un po’ noiosetto, la Blue Lagoon e le tante spiagge della zona (seguirà articolo dettagliato).

Da Port Antonio abbiamo fatto l’ultima tappa a Montegobay, ma non ci ha entusiasmato molto perché tutte le spiagge le abbiamo trovate a pagamento e ci è sembrata una città un po’ finta, certo, se a Port Antonio non abbiamo trovato ombra di negozi, a Montegobay ne abbiamo visitati fin troppi!

Reach Falls

2 thoughts on “Viaggio in Giamaica, itinerario ed informazioni utili

  1. Avevo letto il vostro post prima di partire per il viaggio di nozze e adesso aspettavo qualche resoconto… che fantastica esperienza…! Adesso aspetto i prossimi 😉

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