Splendido Catinaccio

A novembre avremmo 3 settimane di ferie, ma è agosto e siamo a casa solo qualche giorno, dove andiamo ? Cosa facciamo ? Andiamo in vespa in Croazia ? andiamo in Tagliamento dagli amici ? Andiamo in montagna a camminare “per il Nepal” ? Eravamo davvero indecisi.
Ne abbiamo discusso a lungo fino a giungere alla conclusione che potevamo andare a camminare perché sarebbe stata l’unica estate utile, “costretti per fare allenamento”.
Ci mettiamo alla ricerca di una camminata da fare in quattro giorno e decidiamo per il Gruppo del Catinaccio, un massiccio delle Dolomiti con la particolarità di assumere una colorazione rosa durante il tramonto.
Primo giorno: arriviamo a Vigo di Fassa (1.400 metri) alle 9 di mattina ed iniziamo a salire su sentiero CAI 544 fino ad arrivare al Ciampediè (2.000 metri) , una radura dove ci sono varie concentrazioni di Rifugi, la strada per arrivare è in sottobosco, quasi deserta, poi scopriamo il perché: al Ciampediè si arriva con una comoda funivia a pagamento, ma si sa, noi vogliamo risparmiare.
Verso Rifugio Passo Principe
Proseguiamo veloci su sentiero CAI 540 , ci sono molte famiglie e molti escursionisti, è una zona molto frequentata, noi abbiamo un passo veloce, sorpassiamo tutti.
Chiara è sempre che borbotta, lo zaino pesa troppo. Ci siamo portati il pranzo al sacco per i quattro giorni, il sacco a pelo, bottigliette d’acqua, i vestiti, frutta secca e altre cose tutte strettamente necessarie ma ogni grammo in più è peso per la schiena e fatica per le gambe, mentre camminiamo analizziamo ogni piccolo oggetto, cerchiamo di dare un peso a tutto ed a cosa è meglio mangiare per primo, alla fine diventa anche divertente.
Più avanziamo e più incontriamo gente, oltrepassiamo il Rifugio Stella Alpina e mentre facciamo l’ultimo tratto di salita, non riusciamo a capire perché alcuni signori di età avanzata per fare 100 metri in meno non seguano il sentiero ma vadano per le rocce, poi succedono gli incidenti in montagna ?
Arriviamo al Rifugio Vajolet (2.243metri) all’ora di pranzo ed è pieno zeppo di gente, sull’erba, che mangia in rifugio e che cammina; entriamo e ci facciamo confermare i letti in camerata che avevamo prenotato per la notte e mangiamo uno dei nostri buonissimi panini.
Ma cosa ci facciamo noi in mezzo a tutta questa gente ? E poi, siamo venuti qua per allenarci o per stare qui con le famigliole :-)? E se andassimo fino al Rifugio Passo Principe a 2.600 metri ? Potremmo lasciare gli zaini in camera (dato che dormiremo con altre 4 persone almeno ci occupiamo ora i letti che preferiamo) e anche se facciamo tardi non c’è problema perché non dobbiamo tornare a valle!
Rifugio Passo Principe
Presto detto, ci mettiamo in cammino, siamo molto più leggeri ma abbiamo comunque nella gambe la fatica di 900 metri di dislivello e della levataccia alle 5 di sta mattina, il sentiero è semplice, in salita, ma non c’è la ressa come per arrivare al Vajolet. Dopo un paio d’ore arriviamo al Rifugio Passo Principe e ci complimentiamo per la scelta che abbiamo fatto. Non abbiamo mai visto un paesaggio di montagna così surreale, c’è un’arietta fresca e la neve è ancora ghiacciata, il Rifugio avrà si o no 10 posti letto, è incavato nella roccia ed è di una bellezza assoluta. Ci fermiamo a berci una radler, ci godiamo lo spettacolo di queste montagne e mangiamo il nostro ultimo buonissimo panino. Torniamo al Vajolet davvero contenti e appagati.
Il Catinaccio, da Malga Frommen
Oggi abbiamo fatto 1.200 metri di dislivello in salita e 400 in discesa. La cena in Rifugio è dalle 18.30 alle 19.30 e non si sgarra, entriamo però verso le 19, siamo trattenuti da una scena insolita, ci sono due ragazzi bloccati alti sulle rocce(li vediamo col monocolo-che ci pesa ben 80 grammi-) e non riescono a scendere, il sole sta scendendo e sembrano sempre più stanchi ed impauriti, dal rifugio chiamano il soccorso alpino e li fanno scendere!
Rifugio Vajolet al tramonto
Siamo molto stanchi e la cena non è buonissima, usciamo presto dal “ristorante” e facciamo qualche foto al tramonto, la gente non c’è più, c’è solo un silenzio universale, che riempie l’aria e mette i brividi, lo scenario è da cartolina.
Qui succede l’imprevedibile, Chiara perde il borsellino con tutti i soldi per i 4 giorni, ormai si è fatto buio e non si vede più niente, non possiamo metterci a cercare i soldi, il giorno dopo ci tocca tornare a casa.
Secondo giorno:
Eravamo in camera con dei ragazzi che il giorno dopo dovevano arrampicare, ma non siamo riusciti a dormire, pensavamo al borsellino. Ci svegliamo alle 6 (saremo andati a dormire alle 21 !), Chiara esce, fuori c’è già gente che passeggia, ripercorre passo per passo la strada che abbiamo fatto ieri e trova il borsellino!! Vacanza salva!

Sentiero CAI 541
Oggi dobbiamo arrivare Rifugio A. Fronza (metri 2.339)e ci aspetta un sentiero difficile, Chiara a pensarci già si agita, ma non ci sono alternative, bisogna passare per il Passo delle Coronelle (metri 2600).
Sentiero CAI 541

Facciamo colazione ed imbocchiamo il sentiero CAI 541, inizia su roccia, bisogna usare le mani ma dopo si apre in un bel sentiero con una paesaggio circostante davvero maestoso. Arriviamo ad un incrocio, dobbiamo prendere il sentiero CAI550, quindi in salita, verso il Passo delle Coronelle.

Il sentiero parte semplice, poi sale ripido ed è qui che incontriamo dei ragazzi di Torre di Mosto, quattro chiacchiere e continuiamo la scalata con loro, mettono in mezzo alla fila le ragazze, alcuni uomini stanno davanti e altri chiudono la fila, il pezzo da fare non è molto semplice, bisogna arrampicarsi su delle rocce e fare attenzione, si fanno dei tratti e poi ci si aspetta ed è così che pieni di adrenalina arriviamo al Passo delle Coronelle, qui il paesaggio è qualcosa di indescrivibile, si nota che è un paesaggio di alta montagna, molto aspro, ci si sente davvero piccoli.

Passo delle Coronelle

Ora si scende, molto ripidamente, in un sentiero esposto, stretto e di ghiaino, un sentiero molto particolare e davvero bello!

Passo delle Coronelle, verso il Fronza

I ragazzi di Torre ci dicono che loro proseguono verso la parte di ferrata (noi pensiamo a come sarebbe bello un giorno provare, magari in compagnia di amici o di qualcuno che ci insegni), noi scendiamo, su un sentiero attrezzato ma non pericoloso, al Rifugio A. Fronza,  chiediamo conferma delle cuccette per la notte, prendiamo posto in camerata e ci mangiamo uno dei nostri buonissimi panini.

Sentiero attrezzato, verso il Fronza

Cosa facciamo ? E’ mezzogiorno, possiamo continuare a camminare. Scendiamo di circa 800 metri e tramite mulattiera arriviamo alla Malga Frommen, mangiamo quindi l’ultimo dei nostri buonissimi panini.

Dopo esserci riposati all’ombra, risaliamo la mulattiera, ma siamo stanchi ed andiamo avanti per inerzia.
Ritorniamo al Rifugio A. Fronza e facciamo un brindisi alla giornata con un’ottima e fresca radler.

 

Ceniamo come al solito alle 18.30 (siamo molto affamati) e mangiamo deliziosamente, seduti coi nostri vicini di letto, dei
giovani tedeschi, ma i giovani italiani dove sono ? Abbiamo incontrato tanti giovani stranieri, ma di italiani, nemmeno l’ombra! Oggi abbiamo camminato 8 ore.
Tramonto sul Catinaccio

 

Terzo Giorno: La colazione questa mattina è un po’ più varia dell’altro rifugio (comunque costa 7 euro a persona e non è abbondante), oggi vogliamo fare tutto il giro ad anello del “Gran Buia de Vael”, le montagne rocciose che si vedono proprio dal rifugio, quindi passare per il Passo delle Zigolade (metri 2.550 ),  di nuovo per il Passo delle Coronelle e poi tornare al Fronza, non c’è molto dislivello ma è una camminata lunga.

 

Sentiero CAI 549

Partiamo dal sentiero CAI549, decidiamo di prendere il sentiero più alto e quindi meno frequentato, è un po’ dismesso e anche un pò esposto ma la visuale è migliore,

Verso il Passo delle Zigolade
partiamo poco prima delle 8, sui sentieri non c’è ancora nessuno, siamo soli. Sentiamo l’urlo ,che ormai conosciamo della marmotta, ci fermiamo ed aguzziamo la vista, ma non la vediamo.
Sentiero CAI 549

Proseguiamo ed in un paio d’ore arriviamo al Rifugio Roda de Vael (2.280 metri), è piccolo ma è molto accogliente ed il paesaggio da qui è magnifico: si vede il Catinaccio in tutto il suo splendore.

Rifugio Roda De Vael
Proseguiamo verso il Passo Delle Zigolade (metri 2.550), anche qui non c’è nessuno ed il paesaggio è ancora più bello, ad ogni prospettiva diversa ci sembra di vedere un paesaggio sempre più bello e non sapremmo scegliere il migliore visto fino ad ora.
Verso il Passo delle Coronelle

Arrivati alle Zigolade ci aspettano 10 minuti di pausa, ma preferiamo proseguire subito perché tira un’arietta fresca e noi siamo troppo sudati. Scendiamo,  su sentiero CAI541, fino a ritornare al punto del giorno prima, e quindi salire al Passo delle Coronelle. Troviamo dei ragazzi, facciamo qualche chiacchiera e ci offrono anche una graspetta ( Chiara non accetta, ma Enzo si!), rifacciamo parte del sentiero di ieri e con molta calma arriviamo al Fronza.

Passo delle Coronelle
Al Rifugio ci attende una sorpresa, ci sono stati dei problemi con la nostra prenotazione e non abbiamo più i posti letto in camerata. Non ci preoccupiamo, i montanari trovano sempre una soluzione, brindiamo anche oggi con una fresca,meritata e dissetante radler fino a quando arriva il proprietario e ci propone una camera solo per noi due allo stesso prezzo della camerata, ovviamente accettiamo! Oggi abbiamo camminato 6 ore e mezza.
Marmotta lungo il sentiero
Ultimo giorno: Oggi si torna a casa. Ci svegliamo presto ed alle 8 siamo già in marcia, rifacciamo il CAI549 di buona lena fino a quando vediamo una marmotta, è molto vicino a noi, non emetta nessun urlo, si vede che è nel suo habitat, pacifica, poi, piano, entra nella sua tana …. che emozione…
Monumento a Christomannos
Arriviamo in neanche due ore, passando per il “Monumento a Christomannos” (in onore del padre della Grande Strada delle Dolomiti, colui che si dedicò allo sviluppo del turismo alpino),  al Roda De Vael, beviamo un caffè veloce e scendiamo su sentiero CAI547 fino al Ciampediè dove ci gustiamo l’ultima radler.
Verso Vigo di Fassa

Arriviamo, sfiniti e coi piedi gonfi, a Vigo di Fassa alle 13. Non avremmo davvero mai creduto che una vacanza del genere ci piacesse così tanto, non è di certo una classica vacanza estiva al mare, è indubbiamente molto meglio.

Da questo il titolo del nostro diario, semplicemente : Splendido Catinaccio

Cartina Trekking_”Tabacco” nr. 006

 

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