Siem Reap, la prova che il turismo in Cambogia funziona

Vogliamo essere sinceri. A noi Siem Reap non è piaciuta.

Per chi non lo sapesse, Siem Reap è la porta di accesso ai grandiosi Tempi di Angkor Wat, a Siem Reap ci si va principalmente se non solamente per quello.  Tutto gira attorno la visita dei tempi, agenzie di viaggio ad ogni angolo, negozi di souvenir, ristoranti di ogni tipo, tatuatori, venditori ambulanti dalle più svariati merci e la famosissima Pub Street dove ci sono un’infinita  di locali pensati soprattutto per i turisti, dove ti ritrovi la sera per far festa, con super alcolici e musica tecno a tutto volume.

Ecco, soprattutto la Pub Street non ci è piaciuta, troppo caos, troppi ubriachi, troppe ragazze scollacciate, troppi turisti, troppo business attorno al nulla.

Ma ci siamo sforzati, ed una sera, abbattuti i nostri pregiudizi iniziali,  l’abbiamo trascorsa in questa via, sorseggiando un MangoMojto e facendoci mangiucchiare i piedi dai pescetti. Ma per noi la Cambogia è altro. Il viaggio è altro per noi, ma va bene così e ci stanno anche queste serate.

Ristoranti tipici cambogiani

 

A Siem Reap vi consigliamo di uscire un po’ dal centro e spostarvi verso la periferia, troverete ristoranti gestiti da locali con prezzi onesti e troverete anche un po’ di tranquillità che lungo la Pub Street sicuramente non troverete!

4 thoughts on “Siem Reap, la prova che il turismo in Cambogia funziona

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *