Sardegna- prodotti tipici e artigianato. La nostra esperienza.

Le nostre vacanze estive sono state un vero e proprio viaggio in una terra ricca di sana umanità.
Gli articoli che seguiranno (qui trovate i luoghi che abbiamo visitato con tante info utili) sono stati scritti dopo una lunga consultazione e  studio. Abbiamo vissuto 10 giorni di emozioni in un terra arsa dal sole, dove le comunicazioni intrapersonali sono realtà, dense di quello che ora nella “nostra terra”, il Veneto, sono difficili da trovare.
La Sardegna ci è rimasta nel cuore, per i paesaggi che abbiamo visto, per le spiagge bellissime, per il maestrale sempre
presente, per tutte le leggende ascoltate, per le grosse risate e avventure che abbiamo sperimentato, per le tante domande poste per nostra curiosità e le risposte esaurienti sempre ricevute, per le super mangiate, per l’infinita gentilezza, per la generosa disponibilità e l’accoglienza dei ragazzi-tutti e della famiglia di Cristina e dire ospitalità per noi è veramente riduttivo.

Prodotti tipici

La cucina sarda è ricca di prodotti tipici divisi per zone: noi vi parleremo della zona di Villacidro (un tempo provincia di Cagliari, ora provincia del Medio Campidano) e delle pietanze che abbiamo avuto l’occasione di assaggiare.
Fregula_ forse il piatto più buono che abbiamo assaggiato (grazie anche alle preziose mani della Signora Pina!). E’ un particolare tipo di pasta di semola prodotto in Sardegna, molto simile al cuscus, per questo chiamato “il cuscus  sardo”, il modo più tipico di mangiarlo è con il pesce, in particolar modo con le arselle.
Bottarga_ è un alimento di color ambra costituito dalle gonadi (le uova) del pesce, in particolar modo della muggine. Si mangia grattugiata ad esempio sulla pasta con le arselle oppure a scaglie ad esempio sui carciofi crudi. Il gusto è forte e deciso.
Pane e pomodoro_ è una pietanza molto semplice ma dal gusto delizioso. Non è altro che la pasta del pane lievitata, tirata come fosse una pizza, farcita con pomodoro a fette, pezzi di formaggio e qualche cappero, si sovrappone da un lato all’altro in modo diventi “doppia”. E’ davvero un piatto molto sfizioso e delicato. (Grazie Andry per avercelo fatto assaggiare !!)

Ravioli_ I ravioli di Villacrido sono qualcosa che non ti aspetti. Cristina ci aveva detto: “Dobbiamo ordinarli e portarli in Continente! Sono buonissimi!” Così noi abbiamo fatto. Sono preparati artigianalmente e costano 7 Euro/Kg, sono di due qualità, agli spinaci e dolci, entrambi però da mangiare come primo piatto. Si possono condire con il pomodoro ma anche con burro e salvia; quelli agli spinaci hanno un retrogusto di limone mentre quelli dolci sono semplicemente squisiti.

Zafferano_ Non sapevamo che la Sardegna fosse terra di Zafferano, invece lo è, è come se lo è!
Il paese di San Gavino Monreale fornisce lo zafferano alla Regina d’Inghilterra. Villacidro, trovandosi a neanche 15 Km di distanza non è da meno.
Come spiegato dal Signor Antonio che lo coltiva da solo sul suo terreno, lo zafferano è un fiore in bulbo dal colore viola, nel momento della raccolta che avviene solo all’alba o al tramonto quando i fiori si schiudono, vengono raccolti i pistilli. Una volta che i pistilli vengono essiccati, li pesano e li dividono in sacchettini. Quando si devono usare, si mettono in un pezzetto di carta da forno, sopra a del calore fino a che diventano caldi e quindi si pestano (ovviamente questo è un metodo artigianale).
Il profumo che emanano questi sacchettini (chiusi!) nella nostra dispensa sono qualcosa di speciale e ci ricordano quei giorni caldi e secchi: grazie per il prezioso regalo.
Il costo si aggira attorno ai 7/8 Euro al grammo, un grammo di pistilli si usa circa per 3 volte.
Maialino_ Quello che noi in Veneto chiamiamo proceddu sbagliando anche la pronuncia, in Sardegna si chiama semplicemente maialino. Fino a qualche anno fa si uccideva il maialino, si raccoglieva il suo sangue e lo si cospargeva sulla cotenna; questo dava un gusto molto particolare e molto più buono al piatto (così dicono), ora per motivi igienici e sanitari non lo si può più comprare così, eventualmente lo si trova per conoscenza.
Enzo l’ha assaggiato alla brace, dopo una cottura di circa 3 ore e assicura di aver assaggiato una delizia.

Formaggio_ Il pecorino in Sardegna è un companatico che non manca mai. La produzione di pecorino in Sardegna è la più vasta in Europa, noi ne abbiamo assaggiati di vari tipi, dal fresco allo stagionato e non ne siamo mai rimasti delusi.

Casu marsu_Questo formaggio pecorino non è tipico della zona di Villacidro ma più della zona del nuorese, in ogni caso abbiamo avuto modo di assaggiarlo dal Signor Antonio e quel gusto piccante e molto forte sarà difficile da dimenticare ( tranquilli non aveva i vermi!).
Il casu marsu è un formaggio colonizzato da una piccola mosca, la quale depone le uova, dalle uova nascono i vermi che si trasformano in moscerini pronti a colonizzare un’altra forma di formaggio; da questa trasformazione il formaggio ne trae un gusto deciso e molto particolare ed un odore molto forte. Si può degustare in vari stadi, sia duro e senza vermi che cremoso e con i vermi.
Purtroppo da qualche anno non si trova più in commercio, è stata infatti proibita la vendita perché in contrasto con le norme igieniche e sanitarie, si può eventualmente trovare dai pastori e solo tramite conoscenze.
Pane_ In Sardegna ( come in tutta Italia) il pane non manca mai sulle tavole. La particolarità che abbiamo riscontrato è che in ogni prodotto e prelibatezza, c’è sempre un racconto, una storia, una leggenda che valga la pena di essere ascoltata. Ed il pane non è da meno. Abbiamo assaggiato il famoso Carasau detto anche “carta da musica”, un pane che tutti noi conosciamo per nome, tipico delle zone pastorali più interne e per questo a lunga conservazione; viene fatto a pezzi, messo in un piatto e condito con olio d’oliva ed un po’ di sale.
Il Coccu, un pane duro è abbastanza grande (noi diremo un “doppio o triplo panino”) abbastanza croccante ricoperto da cicchi di sale, questo è il tipico pane offerto agli ospiti, è veramente delizioso.
E molti altri ancora…

 

Fichi d’India_ Un giorno ci hanno detto: “Si vede da lontano Kilometri un continentale (gli abitanti al di fuori dell’isola vengono così chiamati), si mette sul ciglio della strada e raccoglie i fichi d’India!”.

C’è un procedimento ben preciso per raccoglierli perché hanno gli spini e pungono, meglio avere una canna di bambù particolare oppure strofinare il frutto con una scopettina; dopodiché, una volta raccolti, vanno tagliate le estremità e va effettuato un taglio lungo su tutto il frutto, si sbucciano e si degustano. Attenzione a non mangiarne troppi, dicono abbiano un effetto astringente !

Dolci_ Potremmo stare ore a parlarvi di dolci, perché in Sardegna ce ne sono di tantissimi tipi e tutti buonissimi. Dagli amaretti ai dolcetti con la pasta di mandorla, ai pasticcini con la glassa, ai savoiardi. Abbiamo assaggiato anche le sebadas, una frittella a base di semola con il ripieno di formaggio, si frigge nell’olio di oliva e si cosparge di miele. E’ un dolce, ma potrebbe fungere anche da secondo piatto :- ) !

 

Mirto_ chi non conosce il mirto ? Questo liquore ottenuto dalla macerazione delle bacche di mirto è un must sempre presente in tutte le tavole e bevuto a fine di ogni pasto o cena. Ci hanno raccomandato di stare attenti a dove comprarlo perché ora non è più fatto “come una volta”, ma vengono messe a macerare anche le foglie ed i rametti, questo fa perdere gusto e tradizione al risultato finale. Noi abbiamo assaggiato sia il liquore che la crema di mirto, tutto rigorosamente fatto in casa e ci è piaciuto tantissimo.

Vino_ Prima di partire, degli amici ci avevano detto: “Bevete il Cannonau !”. Arrivati sull’isola ci siamo resi conto che il Cannonau è solo una minima parte di quello che offre la terra. Dai rossi, ai bianchi, ai rosati tutti vini molto buoni ma di gradazione più alta rispetto a quello che siamo abituati noi, il clima è molto secco ed aspro, i vini sono molto decisi. Per citarne qualcuno di assaggiato: Cannonau, Monica, Vermentino e Malvasia, ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta.
Pesce_ Abbiamo lasciato per ultimo questo alimento perché potremmo aprire un post solo per questo. Iniziamo col dirvi che per festeggiare il nostro arrivo, Andry e Lella hanno pescato del pesce: patelle, bocconi e lumache di mare. La pasta che ne è seguita è stata qualcosa di davvero delizioso.

Abbiamo continuato con il pescato di cozze giganti e freschissime dal sapore intenso e deciso e possiamo giurare che non abbiamo mai mangiato del pesce così gustoso e delizioso. Non crediamo ci ricapiti dalle nostre parti.

Abbiamo assaggiato dalla Signora Pina la pasta coi ricci, la bottarga, i calamari ripieni ed altri piatti di pesce davvero squisiti.

Un giorno andando al mare, lungo la strada abbiamo visto un cartello “muggini arrosto”, ci siamo fermati a mangiare in questo garage ed il sapore di questo pesce è stato davvero indimenticabile.

Ci hanno portato al ristorante ed il pesce mangiato non ce lo dimenticheremo facilmente, tutto veramente prelibato.

Il pesce in Sardegna è qualcosa che non si può  tralasciare e che si può mangiare fresco e crudo direttamente sulla spiaggia. Provare per credere.

Frutta e verdura_ Anche qui c’è qualcosa da dire. Pure noi abbiamo l’orto a casa e più che possiamo cerchiamo di mangiare ed acquistare prodotti sani e naturali. In Sardegna, pomodori, meloni, angurie, arance, limoni, tutti i prodotti che hanno a che fare con la terra hanno un sapore che non si avvicina lontanamente a quello dei nostri orti o delle nostre botteghe, sono molto più succosi, dal gusto intenso e saporito, questo dovuto anche al sole ed al clima arido che rende la terra aspra e regala ai suoi frutti un sapore molto deciso e che da noi ce lo sogniamo.

 

 Artigianato locale
Gioielli  non è un mistero che la Sardegna sia stata nei secoli terra di tanti popoli, il gioiello sardo è un prodotto tipico che ricorda le caratteristiche etniche e multiculturali dell’isola, dalle spille agli orecchini, dalle collane agli anelli ed amuleti, ognuno ha il suo significato ed ognuno è indossato in momenti diversi.
La fede sarda è forse il gioiello più particolare e più conosciuto e veniva usato dalle spose al posto della tradizionale fede d’oro.
Vi diciamo solo che per l’acquisto di un paio di orecchini, siamo entrati in gioielleria alle 9 della mattina e siamo usciti dopo un’ora passata ! Oltre agli acquisti fatti con tanto di sconto solo perché “eravamo da fuori”, siamo usciti dal negozio con l’indirizzo di casa di un signore che produce e vende mirto e che ci attendeva a casa sua!

 

Tessuti_ Anche i tessuti hanno un posto di rilievo, realizzati con telai verticali o orizzontali oggi trovano spazio nella produzione dei tappeti.

Cesti_ Li abbiamo trovati in tutte le case e ci hanno ricordato l’oriente. Vengono usati nei più svariati modi, come portaoggetti o come soprammobile e vengono fatti artigianalmente in base alle materie prime che si hanno a disposizione. Si possono trovare in paglia, in rafia ed in vimini.
Potremmo continuare con la lista ma vorremmo soffermarci qui per non dilungarci troppo e magari per lasciare la parola ai nostri cari amici sardi.
Quello che ci ha più impressionato di questa terra, luoghi e paesaggi a parte, è la vitalità di tutti gli amici che abbiamo conosciuto.
Sanno di abitare in una terra che a livello lavorativo e di sussistenza non offre poi molto, molti dei ragazzi conosciuti lavorano nell’esercito e molti sono espatriati per trovare lavoro forse sperando di trovare una situazione migliore “in Continente” o magari semplicemente per avere qualche servizio in più come la luce sulle strade o semplicemente un appoggio “più solido” da parte del Comune.
Ma sono anche molto fieri e sanno di abitare in una terra che non ha eguali e che in fondo dà tutto.
Ma hanno paura, hanno paura che le cose cambino e che i loro figli trovino una  situazione ancora peggiore di quella che stanno vivendo.
E’ forse qui che siamo sulla stessa barca.
Anche noi abbiamo paura, paura di non riuscire a trovare un pomodoro sano, di non avere più la luce sulle strade, di perdere tutto quello che abbiamo.
Ma quando eravamo tutti seduti al tavolo per la cena, parlando dei problemi reciproci, un’altra cosa avevamo in comune, la forza d’animo e la sicurezza che noi tutti nel nostro piccolo le cose le stiamo cambiando.
Grazie Cristina ! Grazie ragazzi! Grazie Sardegna! 

7 thoughts on “Sardegna- prodotti tipici e artigianato. La nostra esperienza.

  1. Ci arrivano alcune precisazioni che inseriamo più che volentieri !

    – il pane non si chiama Coccu ma bensì Coccò e non ha i chicchi di sale all'esterno, ma è liscio (scusateci ma ne abbiamo mangiati di così tanti tipi che abbiamo fatto confusione ) 🙂 ;

    – non si dice maialino ma maialetto;

    – non si dice casu marsu ma marzu;

    Grazie a tutti 😛

  2. Noi siamo stati in sardegna qualche anno fa. E' vero non ha eguali. Siamo riusciti a stare bene anche nel periodo più affollato. Noi ci siamo stati quando ancora era colonizzata dai bellocci nostrani. Dicono che negli ultimi anni le cose siano cambiate, io credo che per l' isola sia un bene! E' talmente bella e pura, con un identità talmente forte, come hai scritto percepibile dal cibo, dalla lingua, dalle tradizioni, che diciamoci la verità, l' avevano un pò sporcata con le zozzerie da rivista!
    Di questa isola ricordo il mare, meraviglioso…
    Lalu_lstinzi.blogspot.it

    1. Ciao e benvenuta.I sardi sono unici e non ci sono solo le zone dei "ricchi". La sardegna è fatta soprattutto da persone oneste, che ti danno il cuore. I sardi sono davvero speciali e per quanto ci riguarda è unica. Grazie di essere passata 🙂

  3. dopo tutto questa lettura mi è venuta fame. Con i 40 gradi di oggi non è facile. Metto da parte le idee e comincio a sognare un po' in attesa di andare a provare di persona queste bontà!

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