Santo Stino di Livenza (VE)– La Salute di Livenza (VE)

Una domenica mattina dovevamo andare a camminare in montagna, le previsioni davano brutto in mattinata e schiarite nel pomeriggio, ma si sa, in montagna non si può mai sapere, il meteo cambia da un momento all’altro. Avevamo già pronti i panini e l’attrezzatura da camminata, decidiamo di non prendere la macchina e di partire a piedi da casa nostra ed arrivare a Caorle, a piedi!

Provinciale 62

Partiamo da San Stino alle ore 8.00 e ci congiungiamo, tramite la via della stazione, sulla strada parallela al Fiume Livenza e quindi proseguiamo seguendo il corso dello stesso.

Il Livenza, dal latino Liquentia, l’essere scorrevole, è lungo 112 km ed essendo un fiume di pianura è copioso d’acqua, difatti la sua portata è paragonata ai fiumi Tagliamento e Brenta, è un fiume pescoso e ricco di vegetazione.  La sua sorgente è tra Caneva e Polcenigo e sfocia nel mare di Caorle.
A piedi arriviamo al così chiamato “Ponte della provincia” ed imbocchiamo la Strada Provinciale 62, fino ad arrivare a Torre di Mosto dove troviamo la sagra delle ciliegie.

Dopo un caffè in centro, proseguiamo lungo il Livenza costeggiandolo lungo argine in mezzo a campi fino a ricongiungerci di nuovo sulla strada asfaltata a Sant’Elena.

Dopo Sant’Elena proseguiamo per Boccafossa dove incontriamo vari conoscenti nel loro giro in bicicletta; facciamo una piccola sosta all’ombra di un grande albero e ripartiamo per gli ultimi 5 kilometri fino a La Salute di Livenza, dove arriviamo allo scoccare del mezzogiorno.

Sul letto del Livenza

La nostra idea era di arrivare a Caorle e cercando di fare un piccolo calcolo, ci avremmo messo almeno altre 4 ore.

Quel giorno c’era molto caldo e camminare sull’asfalto è tutta un’altra cosa che camminare in montagna, dopo un po’ ti stanca le gambe, non da meno, avere automobili che ti corrono in parte, magari ad alta velocità, non è molto salutare.

Decidiamo di fermarci e terminare il nostro giro, andiamo sul parco lungo il Livenza e mangiamo i nostri soliti buonissimi panini.Possiamo accontentarci, oggi abbiamo camminato per 20 Km e ci abbiamo impiegato 4 ore.

Trascorsa mezz’ora, ormai stanchi, cerchiamo la fermata dell’autobus per ritornare a casa, dalla tabella degli orari sembra non ci siano molte possibilità, la stagione estiva deve ancora iniziare e l’ultimo autobus lo avevamo visto passare davanti ai nostri occhi pochi minuti prima, quello era l’ultimo, altrimenti dovevamo attendere le 6 di sera.Chiediamo informazioni al bar che ci conferma la nostra teoria, non ci demoralizziamo e chiamiamo l’ atvo* e danno il verdetto, l’ultimo autobus per Santo Stino di Livenza parte alle ore 12 dalla Salute,  se volevamo, transitava un autobus alle 14 che ci portava fino a Portogruaro e poi, da Portogruaro, avremmo dovuto prendere un altro autobus per San Stino.  Insomma saremmo arrivati a casa alle 6 di sera.

da Torre di Mostro a Sant’Elena
No. Non era possibile, siamo sempre riusciti a prendere autobus, taxi e cavarcela ovunque nel mondo, perfino in Vietnam! Vuoi che non troviamo una soluzione per ritornare a casa prima delle 6 si sera??? Chiamare qualcuno che ci venga a prendere non era il caso, rimaneva l’ultima opzione, fare autostop.
Iniziamo a camminare verso la “S.Provinciale 42” fino ad imboccare la “S.Provinciale 61” che ci avrebbe portato, dopo aver percorso 10 Km circa, al Bivio di San Stino, quindi a casa.
Iniziamo a camminare e mettiamo il pollice in bella vista, dopo circa 2 minuti dalla parte opposta della strada passano alcune moto…sono gli amici di San Stino! Enrico torna indietro: “Ragazzi tutto ok?Ma cosa ci fate qua? Serve aiuto?” Gli raccontiamo tutto e gli diciamo di star tranquillo e di proseguire, prima o poi qualcuno si sarebbe fermato.
Lui riparte e dopo neanche 2 minuti, passa, sempre dall’altro lato della strada, un altro amico che stava andando a lavorare a Lignano, era in auto!! Stranito e divertito torna indietro e ci chiede che cosa facciamo in quella strada alle 2
del pomeriggio col sole cocente! Gli raccontiamo la nostra giornata e lui ci porta a casa, gli offriamo un caffè e andiamo a riposarci un’oretta. L’esperienza è stata positiva, il Livenza regala bei paesaggi e tanta natura.

La zona che ci è piaciuta di più è il tratto in mezzo ai campi che da Torre di Mosto arriva a Sant’Elena ed il tratto che da Sant’Elena arriva a Boccafossa, quest’ultima è una strada dove transitano anche auto e bici ma è particolarmente interessante.
Un giorno vorremmo rifarla fino alla foce: a Caorle. Qualcuno si unisce ?

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