Parti quando vuoi, ma arriva per cena

Quest’anno il 25 aprile cade di venerdì, occasione giusta per fare un week end in vespa. Decidiamo con alcuni amici di andare a San Marino, il giorno successivo spostarci a Cervia per il Festival Internazionale degli aquiloni e, la domenica, fare sosta a Ravenna. Dovremmo partire in due vespe ed una moto che ci raggiungerà direttamente a San Marino avendo altri tempi di spostamento. La sera prima di partire ci accordiamo nell’orario di partenza, ma accade l’imprevedibile, Giorgia ha la febbre alta e domani mattina non partono, noi abbiamo già le valigie e la vespa pronta, ci aggiorniamo con Francesco, che ci raggiungerà in moto e ci accordiamo di trovarci direttamente in agriturismo a San Marino.
La mattina del 25 aprile alle 6.30 siamo in strada, l’aria è fresca e le strade sono completamente deserte, così arriviamo all’abbazia di Pomposa (FE) alle 9.30 circa e decidiamo di fare una sosta, dato si trova proprio all’uscita della “SS Romea”.

Abbazia di Pomposa

L’abbazia si trova in località Codigoro, dove, in tempi molto remoti, tutta la zona era circondata dall’acqua, fonte molto importante per la pesca e per lo smercio dei prodotti dato le comunicazioni all’epoca avvenivano via acqua. Questa zona, chiamata “Insula Pomposiana” divenne un luogo molto importante e anno dopo anno si popolò di commercianti, gente comune e di monaci benedettini. Furono quest’ultimi che consacrarono l’abbazia, detta appunto di Pomposa in onore dell’ Insula.

Particolare nell’abbazia di Pomposa
Facciamo una sosta per ammirare la chiesa abbaziale di Santa Maria, ma non entriamo perché l’accesso può essere effettuato solo dopo l’acquisto del biglietto che comprende anche il Museo, ci fanno dare una sbirciatina da fuori e riusciamo a vedere dei bellissimi affreschi, qualche foto e ripartiamo.

Dopo altre varie piccole soste ed un po’ di coda all’altezza dei Lidi di Comacchio, oltrepassata velocemente grazie alla comodità della vespa, arriviamo alle porte di San Marino e ci fermiamo a mangiare una piadina per Enzo ed un cassone per Chiara (una piadina chiusa a modi calzone).

La nostra meta è l’agriturismo La Cegna, a metà strada tra San Leo e San Marino; dopo aver percorso circa 4 km su strada sterrata, arriviamo all’agriturismo alle ore 14.30: un ristorante con annesso posto per dormire, piscina e tanto verde attorno, un bellissimo luogo.

L’arrivo a San Marino

Alle 15 arrivano anche gli amici con la moto, dopo un po’ di riposo usciamo in centro a San Marino e intanto i vespisti ci annunciano che sono partiti anche loro perché Giorgia sta meglio.

San Marino, 700 metri sopra al livello del mare è situato nel Monte Titano ed è il colle più alto nel circondario. Ha un centro molto grazioso anche se pieno di turisti. Noi, agevolati dai mezzi a due ruote, parcheggiamo al “park 7” e dopo una breve passeggiata siamo in centro storico.

Veduta di San Marino

Andiamo verso le torri, che a San Marino sono tre, Guaita, Cesta e Montale, di cui la Guaita è la più alta ed anche la più spettacolare, purtroppo arriviamo troppo tardi e risulta già essere chiusa; andiamo quindi verso Piazza della Libertà
dove si erge il Palazzo del Governo e la Statua della Libertà, e qui che vediamo il tramonto nei colli mentre attendiamo Gian e Giorgia che arrivano in vespa dopo 7 ore di viaggio! Per festeggiare il loro arrivo decidiamo di fare aperitivo e poi cena in centro storico.

Piazza della libertà
Il giorno dopo ci svegliamo alla buon ora e decidiamo di fare una passeggiata nei colli, l’agriturismo è immerso nella natura e si ha una visione davvero spettacolare; davanti ad un’abbondante colazione decidiamo di non ritornare in centro a San Marino per visitare la Torre Guaita come avevamo pianificato la sera prima, ma di andare a vedere il paesino di San Leo: siamo in vespa, sfruttiamola! Partiamo in direzione San Leo, su e giù per i colli, oltrepassando piccoli paeselli e case disperse fino a quando non scorgiamo da lontano la fortezza. San Leo è uno dei borghi più belli d’Italia, già questo la dice tutta.
Veduta di San Leo

San Leo è un paesino molto piccolo, arroccato in un masso imponente e domina la Valle del Marecchia, è stato un luogo strategico che ha determinato varie vicende militari. Il centro è molto curato, con i sampietrini in tutte le strade del centro, pieno di negozietti di souvenir, ma soprattutto con un bellissimo belvedere e con un fortezza da non perdere.

Dentro la fortezza
 La fortezza fu costruita da Francesco di Giorgio Martini come prolungamento del masso, è stata costruita talmente bene che è difficile capire quale sia l’opera dell’uomo e quale della natura. Purtroppo per decenni è stata usata come carcere e vi finì anche il Conte di Cagliostro (famoso per essere stato un alchimista ed un gran truffatore).
Finita la visita decidiamo di spingerci verso Cervia, dove passeremo l’ultima notte.

A Pinarella
Dopo aver preso posto in hotel, verso sera, con una camminata sul lungo mare andiamo verso Pinarella, al Festival Internazione degli Aquiloni.

La spiaggia di Cervia è molto ventosa e già da lontano si vedono centinaia di aquiloni, di tutte le forme, colorati e di varie dimensioni che fluttuano nel cielo con una bellezza e tranquillità impressionante, ce ne sono di tutti i tipi, classici, enormi, acrobatici e con forme particolari; ci sono inoltre gare di freestyle, di kyte surf e di acrobazie con gli aquiloni, ci sono artisti, da tutto il mondo, che riescono a manovrarne tre al colpo, facendoli andare a colpi di musica, come se danzassero….

Sono anni che Enzo desidera un aquilone e quale occasione migliore se non al Festival Internazionale ?? E così se lo compra, ma non un aquilone semplice, ad un filo, si compra quello acrobatico, a due fili, così lo montiamo e quando ormai è l’imbrunire e la ressa in spiaggia non c’è più (per fortuna! :-)) , prova a farlo andare. Uno, due, tre volte e finisce proprio addosso a Francesco che para il colpo, ma poi l’aquilone non si alza più, si è rotto un pezzo!! Enzo va subito dal signore che vende i ricambi e riceve il pezzo di ricambio in omaggio, ma ormai si è messa in moto la sfida: Francesco se ne compra uno! E così trascorriamo un paio d’ore tentando di far volare gli aquiloni, con risultati anche discreti e risate a non finire!

 

E’ ormai buio quando in spiaggia riprende la festa, aquiloni con luci a led, fluorescenti, dalle forme stranissime, spettacoli di luci, lanterne volanti e bruchi illuminati, è proprio una bellissima atmosfera.
Siamo stanchi, andiamo a mangiare una pizza e cerchiamo un posto dove bere qualcosa, ma si è fatta mezzanotte e pochi locali sembrano ancora aperti; da lontano vediamo dei giovani e ci avviciniamo a questo locale.

Il “Beer Messenger “ a Pinarella è in realtà una bottega aperta fino a tardi. Sembra di entrare nel garage della casa di qualcuno, è una specie di magazzino molto semplice e spartano, ed è pieno, pieno di birre da tutto il mondo, birre che non si conoscono, particolari e dal costo contenuto. Il proprietario, in base ai gusti richiesti, ti illustra e ti propone la varie birre, poi te la apre e te la butta nel bicchiere in plastica, quindi in realtà non è un bar, ma una specie di minimarket della birra, insomma, una trovata geniale! Abbiamo provato varie birre, che però non ci sono piaciute molto, ce ne sono talmente tante che andrebbero assaggiate tutte per capire quale piace di più.

Domenica è l’ultimo giorno di viaggio e mettono brutto tempo in quasi tutta Italia, le previsioni erano di brutto tempo per tutto il week end quindi decidiamo di non tenere in considerazione il bollettino meteo e di seguire l’istinto, se si mettesse a piovere, ci fermiamo e decidiamo il da farsi, o meglio, attendiamo che smetta.

Basilica di San Francesco
Ci svegliamo, a Cervia c’è il sole! Facciamo un abbondante colazione e partiamo in direzione Ravenna, dove avevamo previsto l’ultima sosta. Ravenna, per noi, è stata davvero una scoperta, conta ben 8 siti UNESCO ed è definita la Città dei Mosaici, inoltre è stata tre volte Capitale di Tre Imperi (dell’Impero Romano d’Occidente, di Teodorico Re dei Goti e dell’Impero di Bisanzio in Europa), ed è la Città dove è custodita la Tomba di Dante.

Tomba di Dante
Non abbiamo molto tempo da trascorrere, quindi decidiamo di focalizzarci solo su un paio di cose; La Tomba di Dante e la adiacente Basilica di San Francesco.
La tomba di Dante, contesa tra Ravenna e Firenze è sicuramente uno di quei monumenti che vale la pena di essere visto. Per secoli, i francescani, hanno custodito e protetto le spoglia di Dante; ora, in simbolo di Firenze c’è la lampada votiva che viene alimentata da olio d’oliva donato appunto dagli Appennini toscani.

Lampada votiva

Entriamo poi nella Basilica di San Francesco, una chiesa molto semplice a tre navate con qualche sarcofago, ma con una particolarità che ci ricorda la  Basilica Cisterna di Istanbul:

All’interno della Basilica di San Francesco
arrivando all’altezza dell’altare, proprio in centro alla chiesa, sotto terra, si trova la cripta.
Qui, inserendo una monetina, si accedono le luci e come per mangia si possono ammirare la cripta ed i bellissimi mosaici che vi si trovano, ma l’atmosfera è data soprattutto dall’acqua e dai pesci rossi che si vedono, infatti la cripta trovandosi sotto al livello del mare è invasa dall’acqua è l’effetto è molto singolare.
Usciamo dalla chiesa e camminiamo lungo la via principale; per caso troviamo un volantino della Domus dei Tappeti di Pietra così, non stanchi, decidiamo di entrare.
La Domus, che si trova sotto la chiesa di Sant’ Eufemia, è una casa di epoca romana scoperta da pochi decenni, divisa in varie stanze e ricca di mosaici molto simbolici, decorati con elementi geometrici, floreali e figurativi. Due sono i più importanti: la Danza dei Geni delle Stagioni”, mosaico molto particolare perché le figure (umane) sono disegnate in maniera prospettica (non usuale nell’arte romana); inoltre sono intere e le ombre che si vedono nel pavimento danno un senso di realismo  quindi si presuppone siano di tipo costantinopolitana (quindi di epoca tardo romana e soprattutto orientale).
La danza dei geni delle stagioni

“il Buon Pastore” una versione differente dall’usuale rappresentazione cristiana.

Il Buon Pastore
  Usciamo mentre il cielo diventa nuvoloso e decidiamo di riprendere la strada in direzione Venezia e quindi a casa.
Al ritorno….con l’aquilone 🙂 !!!

Da Ravenna in circa due ore e mezza siamo a Chioggia, ci fermiamo e troviamo un ristorante dove ci cucinano del pesce freschissimo,  ripartiamo e all’altezza di Mestre inizia a piovere. Ci mettiamo al riparo ed indossiamo la tuta antipioggia. Dopo neanche 5 minuti smette e quindi riusciamo ad arrivare a casa asciutti e contenti.

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