La passeggiata delle malghe a Piancavallo

La stagione sciistica 2012-2013 era finita, era l’inizio della primavera e non vedevamo l’ora di camminare in montagna. C’erano state poche nevicate durante la stagione e la neve, specialmente a Piancavallo che ha un altitudine bassa, non c’era proprio stata.
Fatalità, finisce la stagione e viene la nevicata dell’anno! Soprattutto a Piancavallo, a maggio 2013 aveva nevicato davvero tanto.
Ad Enzo, per il compleanno avevano regalato le ciaspe, decidemmo di provare a ciaspolare; chiedemmo ad un amico le ciaspe per Chiara e partimmo alla volta di Piancavallo.
Quella domenica mattina, complice un spritz lungo tra amici della sera prima , eravamo andati a dormire tardi e la sveglia era stata difficile; arriviamo all’imbocco della strada che porta a Piancavallo e vediamo un ragazzo che fa autostop, ovviamente lo carichiamo su!

Ma cosa ci fa un ragazzo alle 8 di mattina a piedi su quella strada ? Enzo, dato l’attrezzatura ingombrante che portava con sè aveva già capito…. ma intanto il ragazzo ci racconta il suo hobby preferito.

In quel grande “bagaglio” aveva il parapendio e si sarebbe buttato dall’altura che si trova circa a metà strada prima di arrivare nel centro di Piancavallo, ci racconta di essere istruttore di una scuola di parapendio della zona; noi, come al solito, iniziamo a fargli mille domande, quanto si può stare in volo, quanti km si possono fare e tante altre curiosità. Lui, molto appassionatamente ci racconta che si può stare in volo anche per più di 3/4 ore e che in volo si possono fare anche più di 50 Km, infatti era a piedi perché sarebbe tornato a casa…volando !! Lo lasciamo a destinazione, lui ci lascia un volantino della sua scuola e ci dice di provare a fare un lancio, molto probabilmente ci sarebbe piaciuto, lo ringraziamo e gli diciamo che ci avremmo pensato.
Giunge l’ora di metterci le ciaspe e di iniziare la camminata che ci eravamo prefissati, il giro delle malghe.
Il sentiero specialmente all’inizio è ben segnalato e molto battuto, tutto in piana e con poco dislivello, arriviamo in neanche mezz’ora alla Casera Collalt, troviamo una panchina e ci fermiamo una mezz’oretta a guardare il panorama
davanti a noi, si vede Aviano e anche Pordenone e si vedono vari parapendii in volo, sicuramente tra di loro c’è anche il nostro amico.

Proseguiamo ed inizia la sfaticata, la neve è tanta, alcuni sentieri sono  battuti, o meglio, ci sono orme dappertutto e non riusciamo a capire qual è la giusta strada da prendere, proseguiamo a fatica perché con le ciaspe non siamo abituati, sbagliamo e dobbiamo ritornare sui nostri passi, arriviamo alla Casera del Medico, il paesaggio è completamente bianco, fa caldo e siamo stanchi, abbiamo dormito poco e come prima esperienza con le ciaspe dovevamo essere più in forma.

Proseguiamo e sbagliamo un altro paio di volte, è pieno di orme di escursionisti dappertutto e non capiamo quale via prendere,  arriviamo alla Casera Caseratte e ci fermiamo a mangiare i panini. Riprendiamo la via del ritorno ed in circa mezz’ora siamo finalmente sulla strada asfaltata ed poi, in parcheggio. Lo sappiamo, quando il giorno dopo dobbiamo andare a camminare, la sera si sta a casa, si mangia poco e si va a letto presto. Che ci serva da lezione!
L’esperienza con le ciaspe non ci è piaciuta molto, preferiamo camminare senza la neve, ma forse era dovuto solo alla stanchezza, dovremmo riprovarci!
Cartina Trekking_”Tabacco” nr. 012

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