Ferrata Giovanni Barbara

L’esperienza a Cima Manera non era stata come sperata, dovevamo riprovarci.
Dopo alcune ricerche in internet decidiamo di provare la facile Ferrata Giovanni Barbara alle Cascate di Fanes, poco dopo Cortina.
Segnavia 10-401
Arriviamo al parcheggio di Pian de Loa alle 8.30 della mattina e lo troviamo quasi vuoto, la zona è in ombra e tira un vento fresco, fa freddo, ci sono 18 gradi e siamo ad agosto!

Dopo le sbarre imbocchiamo la mulattiera con segnavia 10-401 e la seguiamo per circa un’ora, ci rendiamo conto di uanto belli siano questi monti e della visuale che si vede da qui, siamo circondati da alte montagne rocciose ed un paesaggio montano così bello lo ricordiamo solo sul Catinaccio.

Ogni tanto ci fermiamo a fare delle foto, non servirebbe nemmeno camminare, ci potremmo sedere a guardare questo silenzioso scenario, sarebbe instancabile.

La mulattiera che porta alla semplice ferrata a cerchio è del dislivello di circa 100 metri e si percorre in circa 1 ora, è molto lieve,  si oltrepassano alcuni ponti sino ad arrivare al più panoramico dove si ha una bellissima visuale del Rio de Fanes; poco dopo parte il sentiero attrezzato alla Cascata.

Ci mettiamo l’imbragatura ed iniziamo il percorso, questo tratto attrezzato non è particolarmente difficile, l’abbiamo scelto appositamente; anche se abbiamo la sicurezza di essere legati non sarebbe necessario esserlo. Il percorso  divertente e noi stiamo al gioco: stiamo entrando nel canyon di Fanes e sinceramente non ci aspettavamo un panorama così stupefacente, rimaniamo spesso a bocca aperta a contemplare il luogo.

 

Sentiamo sempre più vicino il frastuono dell’acqua fino a vedere la cascata di Fanes e quindi ci passiamo sotto.
Dopo un centinaio di metri  ed il guado di greto sassoso, ci accingiamo a fare una delle parti più difficili del sentiero. Si scende su delle rocce ripide, sotto di noi il vuoto, certo, si è legati con l’imbragatura ma il muro è molto inclinato e piuttosto pericoloso, oltretutto, l’acqua rende il percorso scivoloso: con un po’ di agitazione riusciamo a portare a termine l’impresa e l’adrenalina è alle stelle.
Cascata di Fanes, il ponte distrutto in lontananza

Siamo all’interno del canyon e ci accingiamo a fare l’ultimo tratto di sentiero per completare l’anello. Purtroppo però una frana ha completamente distrutto il ponte che collega il percorso quindi non possiamo procedere e l’unica alternativa è ritornare indietro oppure risalire per comodo sentiero fino a tornare a Pian de Loa

La zona è molto frequentata ed ora c’è davvero molta gente, il tratto attrezzato fatto poco prima preferiamo tralasciarlo, prendiamo quindi il comodo sentiero e dopo  un’ora circa siamo all’inizio del percorso,
Sullo sfondo il sentiero attrezzato

decidiamo di fermarci un paio d’ore sulle rive di un ruscello, il paesaggio è così bello che vogliamo ammirarlo ancora un po’.

 

Dopo un paio d’ore ritorniamo alla macchina e quindi a casa.

Info Utili_ per arrivare alle Cascate di Fanes, si deve lasciare il centro di Cortina alle spalle e proseguire per la SS51 verso Dobbiaco fino ad incontrare sulla sinistra l’ Albergo Fanes, dopo qualche kilometro, sempre sulla sinistra, si trova il cartello  e la strada per le “Cascate di Fanes” e quindi vi si accede. Si prosegue fino alla sbarre e quindi l’inizio del sentiero. Il parcheggio è libero e un posticino lo si trova sempre. Purtroppo il bar e i bagni all’ingresso li abbiamo trovati chiusi.

Il percorso non attrezzato (una mulattiera) è percorribile da chiunque (anche con passeggini!), ci sono posti per fare picnic e la zona è adatta anche a famiglie. Il percorso attrezzato è facile, percorribile anche da bambini accompagnati, ottimo per testare l’attrezzatura e mettersi alla prova alle prime uscite, abbiamo visto persone  senza attrezzatura, ma noi lo sconsigliamo.
La bellezza di queste montagne è davvero incantevole, noi lo consigliamo a tutti anche come scampagnata domenicale o come approccio alla montagna.

 

Cartina Trekking_”Tabacco” nr. 003

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