Esperienze da ricordare in viaggio

Di esperienze da ricordare in viaggio ce ne sono sempre tantissime, ma quando si viaggia, soprattutto quando si viaggia in maniera autonoma, non va sempre tutto bene.

Negli anni, di esperienze negative ne abbiamo collezionate di varie, di parecchie. Con il tempo abbiamo imparato a gestire determinate situazioni, a prenderla in maniera filosofica, a scherzarci sopra insomma.

Ci sono però delle esperienze che non sono state belle, che si portano ancora dentro e quando si ricordano, non ci viene da sorridere, ma ritorna un po’ di amaro in bocca.

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Grazie a Danila che ha proposto un articolo simile, abbiamo rivangato un episodio accadutoci in Etiopia  ed oggi lo vogliamo raccontare.

Partiamo da Addis Abeba con un autobus locale e dopo ben 9 ore  arriviamo ad Arba Minch, un piccolo villaggio alle porte della Omo Valley; da Arba Minch percorriamo ulteriori 5 ore di jeep in strade sterrate per andare a scovare delle popolazioni tribali dimenticate da Dio.

Stazione centrale di Addis Abeba

Lungo la strada Enzo inizia ad avere dolori alle orecchie, fino a non sentirci più.

Porco cane, che si fa ? Dovevamo fare 5 giorni in questi villaggi dispersi e di certo qui non si trovano ospedali. Meglio chiedere aiuto subito.

Parliamo con il nostro driver “Non vi preoccupate, appena arriviamo al villaggio vi porto in clinica“.

Arriviamo al villaggio col buio, lui ci affida ad un suo amico, “Lui è mio amico, potete fidarvi.

L’amico prontamente ci chiede “State male? avete la malaria? ” (per loro era una cosa normale, e noi abbiamo un “semplice” mal d’orecchie). “No, non ci sente più”.

Ok, vi sto portando dal medico più bravo di tutta la regione. Lui è il migliore“.

Arriviamo alla “clinica”: una baracca in un campo di terra rossa. Bambini in braccio alle mamme che non piangono, e si vede che non stanno bene, e c’è la coda.

Ci fanno entrare subito oltrepassando la coda. Noi siamo bianchi. Con noi entrano tutti, ad ascoltare, la privacy non esiste, ovvio! Enzo non sta bene, spieghiamo tutto al dottore, lui visita Enzo, molto molto semplicemente, ovviamente!

Non ha niente, sta bene, ha preso un colpo d’aria oggi, non preoccupatevi. State attenti alle correnti d’aria“. E tutto finisce li.

Quando siamo usciti ci siamo sentiti sinceramente imbarazzati della situazione, eravamo passati davanti a tutti (con quale diritto poi ?!) e a detta del dottore andava tutto bene. Che vergogna.

E poi Enzo stava male davvero! E come faceva ad aver preso un colpo d’aria, siamo stati chiusi tutto il giorno su mezzi pubblici!

Alla fine della giornata Enzo decide di prendere l’antibiotico generale e dopo qualche giorno d’inferno miracolosamente la medicina ha fatto il suo dovere.

Non aveva mai avuto mal d’orecchie e non gli mai più tornato..

2 thoughts on “Esperienze da ricordare in viaggio

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